la Croisette attende la nuova ondata #Metoo

la Croisette attende la nuova ondata #Metoo
la Croisette attende la nuova ondata #Metoo
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La 77esima edizione del Festival di Cannes si apre questa sera in un contesto elettrizzante, mentre da diversi mesi si susseguono le rivelazioni sulla violenza sessista e sessuale nel cinema francese.

Il delegato generale del Festival di Cannes Thierry Frémaux auspica un partito “senza polemiche”.

Il delegato generale del Festival di Cannes Thierry Frémaux auspica un partito “senza polemiche”. Foto Pascal Le Segretain/Getty Images tramite AFP

Di Marie Sauvion

Pubblicato il 14 maggio 2024 alle 17:56

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NONAbbiamo deciso di fare un Festival senza polemiche, ha assicurato Thierry Frémaux in una conferenza stampa, questo lunedì 13 maggio. E non ce n’è uno. Dal festival non arrivano polemiche, perché abbiamo proprio avuto cura di far sì che quello per cui siamo tutti qui rimanga il cinema. Ci sono altre controversie, che non ci riguardano. » Appena pronunciata, però, la dichiarazione del delegato generale del Festival di Cannes suonava come un pio desiderio. Tra la manifestazione mattutina davanti al CNC per destituire Dominique Boutonnat – il presidente, presunto innocente, sarà processato a giugno per violenza sessuale al suo figlioccio, e la pubblicazione serale, da parte del sito della rivista Lei, di nove testimonianze schiaccianti sul produttore Alain Sarde, è difficile lottare contro la sensazione generale: la nuova ondata #MeToo raggiungerà inevitabilmente la Croisette.

Alain Sarde ha 72 anni. L’ex uomo chiave del cinema d’autore francese, socio di Godard, Sautet, Téchiné e Doillon, anche lui presunto innocente, non produce nulla dal 2014. Tuttavia, sei anni e mezzo dopo l’affare Weinstein, la storia sembra balbettare, in francese questa volta. Nove attrici o ex aspiranti attrici, alcune apertamente, lo accusano Lei molestie, aggressioni sessuali o stupri nelle loro fasi iniziali. Solo l’indagineLei su Sarde, in pensione e poco conosciuto dal grande pubblico, probabilmente non causerebbe uno tsunami. Ma esce dopo le rivelazioni di Judith Godrèche e il libro di Isild Le Besco, dopo i dibattiti dell’Assemblea… Un contesto tanto più elettrico dell’assurda voce di una “lista” di aggressori architettata da Mediapart – fermamente smentito dal sito di notizie e deliberatamente ignorato Telerama – ha preso il sopravvento sui social network, e anche su alcuni canali, negli ultimi giorni.

“Canne su un tappeto di brace”, titolo di stamattina Pubblicazione, evocando anche la lotta dei precari della Croisette e le minacce di sciopero o blocco, all’apertura di questa 77esima edizione del festival cinematografico più grande del mondo. Da parte sua, Il mondo reclamo in uno “#MeToo, persistiamo e firmiamo! » e pubblica l’appello di un centinaio di personalità, non solo del cinema, per chiedere una “legge globale” contro la violenza sessista e sessuale. Frémaux ha ragione, in un certo senso: non sarà necessariamente una polemica. Ma sarà, qualunque cosa accada, una delle grandi domande di Cannes 2024.

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