Recensione di “Bouchon” su Arte.tv, cronaca festante di una famiglia sull’orlo della crisi di nervi

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Ex membro del collettivo Golden Moustache, Éléonore Costes passa alla regia con una miniserie esplosiva. Un favorito immediato, toccante e delizioso, “Bouchon” delizia come una boccata d’aria fresca. Da scoprire su Arte.tv.

Mentre si guadagna da vivere in uno studio cinematografico che realizza sketch per Youtube, Éléonore, detta Lolo, (Eleonora Costes), trentenne, sta per ottenere il suo primo ruolo nel cinema. Una prospettiva che potrebbe portarlo a Tokyo, e mentre i sogni della settima arte si risvegliano, suo padre si rifiuta di curare il suo cancro. Una notizia che scuote le coscienze dei suoi familiari che urlano forte quanto si amano. Per quanto affascinanti quanto disfunzionali, presto le ansie di Éléonore diventano come quelle dei suoi genitori: teatrali, gigantesche e toccanti.

Per meditare, Éléonore preferisce ascoltare le scatole nere degli aerei precipitati. Un acuto senso di appagamento che sicuramente riceve dai suoi genitori (Arno Chevrier E Muriel Combeau). Caustico, magniloquente, c’è un’energia nella casa dell’ordine di un uragano. E dall’alto del loro ululato, Lolo, sua sorella (Raffaella Costes), e tutta l’equazione familiare si ama ai ferri corti. Ostile, loquace, il terreno era inadatto, se non mai, a ricevere la notizia. Cancro al colon, certamente, e che del resto potrebbe essere curato se Jean-Paul accettasse la cura invece di parlare di Svizzera e di eutanasia.

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Éléonore Costes e Arno Chevrier in “Bouchon”
© LaBlogothèque

Con un cast eccellente e una scrittura feroce, Eleonora Costes e il suo co-direttore Amaury Deque fornire intrattenimento esilarante e catartico. Raccontate in un formato breve (8 episodi di circa 20 minuti), le stasi di Éléonore, che potrebbe benissimo realizzare i suoi sogni, e di questa famiglia sconvolta dagli eventi, ritrovano voli poetici e perle di emozioni sincere. Dall’estenuante rapporto padre-figlia, alla possibilità della partenza di una persona cara, passando per le angosce inerenti i trent’anni, la serie “Bouchon” affronta alcuni temi importanti.

In tandem con la sorella incinta o invischiato in una forma di goffo romanticismo Sébastien Chassagne (incontrato di recente in “Yannick”), Eleonora Costes usa il realismo dei suoi piani per avvicinarsi all’abisso dei suoi protagonisti. Rivela verità illuminate e singolari, ed è proprio nei suoi affascinanti squilibri che il regista ci offre momenti preziosi di vita. Una miniserie preferita, come abbiamo detto fin dall’inizio, da non perdere in nessun caso.

“Bouchon” lo potete scoprire su arte.tv

4,5/5 ★

Trailer di “Bouchon”

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