Emmanuel Macron rende omaggio a un “trafficante popolare ed esigente”

Emmanuel Macron rende omaggio a un “trafficante popolare ed esigente”
Emmanuel Macron rende omaggio a un “trafficante popolare ed esigente”
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Lo scrittore e presentatore Bernard Pivot è morto all’età di 89 anni in seguito a una malattia. Per decenni aveva trasmesso la sua passione per la parola a tutta la Francia.

19:49 – L’omaggio di Emmanuel Macron al “popolare ed esigente” Bernard Pivot

Emmanuel Macron a sua volta ha reso omaggio a Bernard Pivot su X dopo la morte dell’ex conduttore di Apostrophes. “Impara a scrivere con i suoi Dettati, a scoprire libri e autori con gli ‘Apostrofi’, a vivere con lo spirito francese, della conversazione, della curiosità, della golosità. Bernard Pivot rimarrà questo passante, popolare ed esigente, caro al cuore dei i francesi. Il mio pensiero ai suoi cari”, ha scritto il Presidente della Repubblica.

19:21 – Bernard Pivot è “entrato nella leggenda”, ritiene Jack Lang

Jack Lang, ex ministro della Cultura, ha pubblicato una serie di tweet per rendere omaggio a Bernard Pivot. “Faceva leggere milioni di francesi. I suoi programmi televisivi erano cult. Era un divoratore di libri. Bernard Pivot aveva una passione per la lettura e sapeva trasmetterla agli altri”, ha scritto su X, questo lunedì, 6 maggio. “La sua insaziabile golosità di parole ha stuzzicato in noi l’irresistibile appetito di scoprire gli autori che amava. Bernard Pivot ha portato alla perfezione l’incomparabile arte dell’intervista, sapendo con gentilezza, curiosità, vivacità e umorismo, far nascere l’intervistato al suo meglio . È diventato una leggenda.”

18:53 – Quando Bernard Pivot ironizzò sull’annuncio della sua morte

Morto questo lunedì 6 maggio a Neuilly-sur-Seine, l’ex conduttore di Apostrophes aveva già anticipato gli omaggi e le reazioni alla sua morte. “L’abitudine delle stazioni radio di chiamarmi quando muore uno scrittore è così grande che il giorno in cui morirò, mi chiameranno”, scriveva ironicamente Bernard Pivot su Twitter nel 2016.

18:25 – Rachida Dati saluta “un grandissimo ambasciatore del libro”

L’annuncio della morte di Bernard Pivot, che si impegnò molto per promuovere la letteratura, ha suscitato molti tributi. La ministra della Cultura Rachida Dati loda “un grandissimo ambasciatore del libro, un’attivista della lettura per tutti”, scrive sul suo account X. La sua morte “è una perdita per il mondo dei libri e per tutti i francesi”, aggiunge il ministro.

17:36 – “Lo abbiamo incontrato in biblioteca”, testimonia il sindaco di Quincié-en-Beaujolais

Bernard Pivot viveva buona parte dell’anno a Quincié-en-Beaujolais. Le Progrès ha raccolto la testimonianza del sindaco, Daniel Michaud, che ha espresso la sua tristezza. “Saranno tutti tristi. Era qualcuno del villaggio. È venuto a fare la spesa. Lo abbiamo incontrato in biblioteca. Ha regalato molti libri”, ha detto al giornale regionale. Maryse, volontaria della biblioteca di Quincié-en-Beaujolais, aggiunge: “Ci sentiamo tristi, è una persona che vedevamo spesso. È venuto in biblioteca, sempre molto sorridente e molto amichevole. Abbiamo fatto un incontro oggi per scoprire cosa stavamo farò questo mese, la prossima attività è già stata decisa.”

17:02 – La reazione dell’Académie Goncourt alla morte di Bernard Pivot

L’Accademia Goncourt ha pubblicato un comunicato stampa per piangere la scomparsa del suo ex presidente, senza dubbio il più emblematico della storia del Goncourt. “Instancabilmente, ha dedicato un’energia sorridente all’influenza delle nostre missioni, sia in Francia che all’estero. È con tenerezza, fraternità ed emozione che lo ricorderemo come un essere colto ma mai pedante, per il quale il cameratismo, il buon umore e la buona vivere erano valori importanti quanto l’eccellenza letteraria”, scrive l’Accademia, salutando il suo “indefettibile impegno al servizio del mondo delle lettere”, così come “la sua onestà e la sua alta morale”.

16:49 – Quando Bernard Pivot parlò della sua “morte ideale”

Il giornalista letterario stava facendo umorismo sul giorno della sua morte. Ottimo conoscitore dei media, sapeva che quando sarebbe arrivato il giorno, la stampa avrebbe inevitabilmente avuto una parola per lui. Forse non immaginava fino a che punto la sua morte avrebbe suscitato un’ondata di emozione nel Paese. Anche il momento della morte è stato un argomento di cui il giornalista e conduttore ha discusso regolarmente e con leggerezza con i suoi ospiti nel programma Bouillon de culture. Era anche la conclusione del famoso questionario Proust che Bernard Pivot sottoponeva ai suoi interlocutori alla fine di ogni programma: “Se Dio esiste, cosa vorresti sentirti dire, dopo la tua morte?” Lo stesso Bernard Pivot ha risposto a questa domanda e ha immaginato un incontro organizzato dal Signore con William Shakespeare.

16.28 – Un “ponte gigantesco” per Alain Mackambou

Da parte sua, lo scrittore Alain Mackambou rende omaggio a un “ponte gigantesco”, “uno di quei mediatori per i quali direi che in Europa anche un vecchio che muore è una biblioteca che brucia”.

16:27 – “Ci ha resi intelligenti” confida Jean-Pierre Foucault

“Ha saputo farci amare i libri, gli scrittori! La gioia di vederlo in televisione… Ci ha reso intelligenti, ci ha messo alla sua portata”. scrive il conduttore Jean-Pierre Foucault su X.

16:25 – “Una rock star della lettura” per Patrice Duhamel

“Era una rock star della lettura, della letteratura. La sua popolarità andava oltre la lettura. Non amava solo la grande letteratura, classica o contemporanea” continua l’ex direttore generale di France Télévisions, Patrice Duhamel su BFMTV.

16:20 – “Un vecchio rimorso, diventa un caro amico”, l’omaggio di Régis Debray

Sulle colonne di Le Figaro, il filosofo e scrittore Régis Debray, che un tempo aveva litigato con Bernard Pivot, non ha esitato a rendergli un vibrante omaggio. I due uomini lo erano. “Un vecchio rimorso, diventato un caro amico. Averlo, un giorno, dopo una trasmissione televisiva in Quebec, con il microfono rimasto aperto a mia insaputa, addobbato, con un drink nel naso, con nomi come uccelli (monopolista, dittatore, soffocatore-cristiano, ecc.) senza nemmeno ricordarmene, la mattina dopo, mi venne in mente una fama: l’amaro risentimento di un piccolo bastardo di carrierista che attaccava il sorridente apostolo della letteratura Che abbandonava il provvisorio “culturale” all’Eliseo , per abbracciare il “terzo mondo” confida.

16:17 – Per Valérie Hayer, “Bernard Pivot avrà lasciato il segno nella cultura francese”

“Raggruppati, schiacciati gli uni contro gli altri, i libri hanno la stabilità e la perseveranza dei menhir.” A colui che ha trasmesso l’amore per le parole, per la letteratura (e per i dettati!) a tanti francesi, Bernard Pivot avrà segnato la cultura francese di chi gli è vicino” scrive su X, Valérie Hayer, capo della lista Macronie per gli europei.

16:16 – “L’accademia era un po’ come una sua proprietà, era la sua famiglia” confida Pascal Bruckner

“È una grande tristezza. Si sentiva male, ma non sapevamo esattamente quanto gli sarebbe stata fatale questa malattia. E così Pivot venne a trovarci un anno e mezzo fa a pranzo, e non aveva molto appetito, il che era un brutto segno. Era magro. Ma l’Accademia era un po’ come una sua proprietà, una cosa sua. Era la sua famiglia. E voleva assicurarsi che le persone andassero d’accordo, che le scelte letterarie fossero buone, che tra noi regnasse intesa. Aveva il suo posto e speravamo di invitarlo di nuovo quest’anno prima dell’estate. E purtroppo è sorprendente. Non avrei mai pensato che se ne andasse così presto…” confida a BFMTV Pascal Bruckner, filosofo e accademico Goncourt.

16:12 – Yaël Braun-Pivet saluta un “amante della parola”

“Dal Bouillon de culture agli Apostrofi passando per l’Académie Goncourt, Bernard Pivot era un amante della parola. Giornalista e scrittore, ha dedicato la sua vita alla letteratura con umorismo e spontaneità. Il re della “lettura” non c’è più. I miei pensieri alla sua famiglia e i propri cari”, ha scritto lunedì la presidente dell’Assemblea nazionale, Yaël Braun-Pivet, in omaggio all’ex direttore dell’Accademia di Goncourt.

16:08 – Di quale malattia soffriva Bernard Pivot?

Scomparso questo lunedì 6 maggio, lo scrittore e presentatore Bernard Pivot è morto “dopo mesi di lotta contro il cancro” ha annunciato sua figlia, Cécile Pivot all’AFP, in un commento diffuso su Le Parisien. “Ex giornalista, vorrei morire a casa, in poltrona, leggendo L’Equipe o Le Journal du Dimanche. O meglio, nel mio letto, rileggendo Montaigne o Proust. Ma a letto non leggo mai” confida a JDD, quasi un anno fa esattamente quel giorno.

PER SAPERNE DI PIÙ

Bernard Pivot non esiste più. Questo lunedì, 6 maggio 2024, la sua famiglia ha annunciato all’AFP la sua morte a seguito di una malattia. L’ex presentatore e scrittore è morto all’età di 89 anni a Neuilly-sur-Seine. Creatore dello spettacolo “Apostrophe” su Antenne 2, ha fatto amare i libri a milioni di francesi. Ex giornalista e presidente dell’Académie Goncourt, ha anche presentato il programma “Bouillon de culture” e organizzato, dal 1985, il Dicos d’or, un campionato di ortografia divenuto internazionale.

Nato il 5 maggio 1935 a Lione, questo amante della lingua francese ha studiato prima diritto nella capitale della Gallia, poi giornalismo a Parigi. Diplomato al Centro di Formazione dei Giornalisti (CFJ) nel 1957, entra a far parte di Le Figaro littéraire nel 1958, poi diventa capo del dipartimento letterario di Le Figaro. Esordisce in televisione nel 1973 conducendo la rivista letteraria “Ouvrez les guillemets”. Da allora, “Apostrophe”, “Bouillon de culture”… Non si possono più contare i successi a cui ha partecipato Bernard Pivot. Ha ricevuto in particolare grandi scrittori come Marguerite Duras, nonché musicisti e attori. Sui suoi set sfilarono Brassens e Ferré. Bernard Pivot è stato un attore importante nei ricchi giorni della televisione francese. Ha inoltre presieduto l’Accademia Goncourt dal 2004 al 2019.

Bernard Pivot ha scritto anche numerose opere sulle sue passioni, la letteratura e le parole, ma anche il calcio e il vino. “Ma la vita va avanti”, il suo ultimo lavoro pubblicato nel 2021, che sembrava un’autobiografia, parlava in particolare di invecchiare. I suoi occhiali fissati sulla punta del naso lo hanno reso un uomo essenziale sul piccolo schermo.

Negli ultimi anni è molto attivo su Twitter, quasi a voler prolungare una vita dedicata alle parole. Ha condiviso i suoi stati d’animo con più di un milione di abbonati. In un’intervista rilasciata a JDD nell’aprile 2023, ha indicato le ragioni che lo hanno spinto a ritirarsi dall’Académie Goncourt e dai media: “Sono rimasto in silenzio perché il male mi ha colpito alla testa, sede del cervello e della parola. È meglio restare silenziosi in attesa che la memoria si ricarichi e i pensieri rifioriscano. Una discrezione caratteristica del personaggio. Nel 1992 rifiutò la Legione d’Onore.

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