“Aux songes infidèles”: l’affascinante mostra di Benjamin Defossez alla galleria Boisanté, a Montpellier

“Aux songes infidèles”: l’affascinante mostra di Benjamin Defossez alla galleria Boisanté, a Montpellier
“Aux songes infidèles”: l’affascinante mostra di Benjamin Defossez alla galleria Boisanté, a Montpellier
-

La galleria Clémence Boisanté, a Montpellier, espone una quarantina di dipinti di Benjamin Defossez. Un’opera di strati successivi e alternati di pittura e vernice di grande delicatezza e singolare potenza.

Un anno fa Benjamin Defossez era uno dei 122 artisti selezionati per la mostra manifesto MO.CO. “Immortelle”, sulla giovane pittura figurativa francese. Cinque piccoli formati tra le oltre 350 opere presentate… e una sua scelta per illustrare la copertina del catalogo. La fortuna non c’entra, ma la singolarità della sua ispirazione, ma la bellezza della sua esecuzione, ma la durevolezza del suo fascino… Da allora, la gallerista di Montpellier Clémence Boisanté lo ha esposto in numerose mostre collettive… prima di quello che è un piccolo evento: “Aux songes infidèles”, la prima mostra personale di Benjamin Defossez (almeno a Montpellier) da vedere fino al 1° giugno.

Le quaranta opere riunite appartengono a due serie, Tentativi E Tentazioniche testimoniano la stessa ricerca di trasparenza, la prima su supporto ligneo, la seconda su rodoide o radiografica.

Principalmente rappresentato, il primo consiste nell’interposizione da parte dell’artista di strati di pittura e strati di vernice sulla sua tavola di legno. E procedere così verso una destinazione che, tenendo conto della distorsione della traiettoria dovuta ai pericoli propri di ogni tappa, di ogni strato, si rivela sempre diversa dall’intenzione originaria.

Hopper, Bacon, Lynch

“Dipingo, in strati successivi, momenti sovrapposti, senza altro scopo che il desiderio di catturare l’energia e il desiderio del momento. Se il dipinto contiene un significato, deve essere rivelato a posteriori, quanto basta per tessere un filo tra due opere e trovare ragioni sufficienti per ricominciare”spiega, nella cartella stampa, l’artista, appena cinquantenne, residente a Valenciennes. “Un modo di creare avvicinandosi il più possibile alle leggi che, mi sembra, tra lotte e simbiosi, governano tutto ciò che ci circonda”, ha detto questa volta nel catalogo della mostra “Immortelle” Quando dipingo , cerco di non allontanarmi mai troppo dalla citazione di Democrito: “Tutto ciò che esiste nell’universo è frutto del caso e della necessità.”

Spesso di dimensioni modeste, i suoi dipinti ti incoraggiano ad avvicinarti ancora di più e, abitati da una sorta di silenzio pacifico, ti invitano a prolungare la tua contemplazione. Allora il dipinto diventa finestra, e nella profondità della materia e nella bizzarria della rappresentazione opera la magia: oltre il vetro della vernice, la scena si anima, pulsando di vita misteriosa. Laghi, radure, foreste, fiumi… Nel gioco dei rimandi, potremmo parlare di Edward Hopper, silvano e bucolico perseguitato dalle sagome di Francis Bacon, fotografate da David Lynch e stampate su carta patinata. Ma preferiamo di gran lunga parlare di Benjamin Defossez, e parlarne molto, e parlarne a lungo.

Fino al 1 giugno, alla galleria Clémence Boisanté, 24 rue Alexandre, Cabanel, a Montpellier. Aperto dal mercoledì al sabato, 10:30-12:30 e 14:30-18:30 o su appuntamento. 06 10 03 86 82. [email protected]

-

PREV Prima dei vincitori del 77esimo Festival di Cannes, ecco quelli degli inviati speciali di HuffPost sulla Croisette
NEXT Chi vuole sposare mio figlio: un ex candidato emblematico di Star Academy e Angels contattato dalla produzione