“Fiasco” su Netflix, storia di riprese da incubo realizzate da un cast meraviglioso – rts.ch

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Sul set del suo primo lungometraggio, un giovane regista vive un sogno a occhi aperti. Ma dal primo giorno i problemi si accumulano e tutto va storto. Guidato da Pierre Niney, un cineasta alle prime armi e un cast molto buono, “Fiasco” è disponibile su Netflix dal 30 aprile.

Per dirla velocemente, “Fiasco” è lungi dal brillare per la sua originalità. Nella forma, la serie riprende la grammatica di “The Office”, con i suoi zoom e riformulazioni a raffica. Si affida anche ai codici del mockumentary con interviste ai protagonisti davanti alla telecamera per raccontare la loro versione del caos tra due scene di vita sul set del film.

Alcune idee sfruttate altrove, come il finto produttore corazzato che viene in soccorso come “Making of” di Cédric Kahn o la ragazza che puzza così forte dalla bocca già vista in “Protect and serve” di Clovis Cornillac, rafforzano questa retroguardia – gusto pigro per la scrittura.

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Un dolce e timido sognatore

Pierre Niney interpreta un cineasta, Raphaël Valande, che non ha nulla a che vedere con Marc, il nevrotico tanto insopportabile quanto irresistibile nel film “Il libro delle soluzioni” di Michel Gondry. Meno egocentrico, è un dolce sognatore, ingenuo e timido, che realizza il sogno di una vita dirigendo il suo primo lungometraggio.

Questo ambizioso affresco deve rendere omaggio a sua nonna (Marie-Christine Barrault), che si distinse a priori per il suo coraggio durante la seconda guerra mondiale. Ma fin dal primo giorno la relazione cominciò molto male.

Il set è preso in ostaggio dall’attore protagonista (Vincent Cassel), che impone le sue opinioni. Amante segreto dell’attrice protagonista (Leslie Medina), il cineasta moltiplica gli errori, tanto da sconcertare la sua assistente (Géraldine Nakache) e l’intera squadra tecnica.

Pierre Niney nella serie “Fiasco”. [Netflix – Thibault Grabherr]

I guai si accumulano

Mentre il produttore (Pascal Demolon) lo invita a tenere il tradizionale discorso di inizio riprese, il banale intervento si trasforma in un’imbarazzante logorrea sessista. Un corvo filma il filmato e minaccia di pubblicarlo online a meno che non venga pagato un riscatto. Taglio! Beh no. Dopo un brutto ronzio, i problemi continuano ad accumularsi.

Basato su uno scenario che gioca sull’abilità in cucina, anche se ciò significa stuzzicare l’improbabile, “Fiasco” offre la sua parte di situazioni sempre più incongrue e folli portate da personaggi con una tendenza al bobet. Tra due momenti soft in cui i dialoghi e l’azione scivolano, alcune grandi scoperte, molto divertenti, punteggiano tuttavia i sette episodi di trentacinque minuti, come questa scatola di cassoulet imposta da uno sponsor come product location sulla scena di un campo di concentramento. Rafforzandolo un po’, la serie avrebbe guadagnato molto in dinamica ed efficienza.

Attori complici

L’interesse di “Fiasco” poggia senza dubbio sul suo casting, un gruppo di amici che si sono concessi una bella ricreazione. Provano un grande piacere nel giocare e si vede. In questa troupe emerge una nuova arrivata, Juliette Gasquet, la stagista dal broncio imbronciato.

Con nonchalance, fa di tutto per aiutare nel miglior modo possibile in questo set da incubo. Basta la sua presenza, così come l’ottima interpretazione recitativa di François Civil, l’imprevedibile e irritante amico dalla doppia personalità, a convincere il pubblico a guardare la serie fino alla fine.

Philippe Congiusti/mh

“Fiasco” di Igor Gotesman, con Pierre Niney, Géraldine Nakache, Pascal Demolon, Vincent Cassel, Leslie Medina. Sette episodi da trentacinque minuti da guardare su Netflix dal 30 aprile 2024.

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