José Bové, eroe del cinema contro le lobby del tabacco, è la scommessa vincente di “Una questione di principio”

José Bové, eroe del cinema contro le lobby del tabacco, è la scommessa vincente di “Una questione di principio”
José Bové, eroe del cinema contro le lobby del tabacco, è la scommessa vincente di “Una questione di principio”
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Nel suo nuovo film nelle sale questo mercoledì 1 maggio, “Un affare di principio”, Antoine Raimbault ci mette sulle orme di José Bosé (interpretato sullo schermo da Bouli Lanners) nei labirintici misteri delle istituzioni europee. Un thriller d’ufficio emozionante ed edificante!

José Bové al cinema? Nella regione, probabilmente lo avremmo immaginato nel 1999, a sfatare la (non molto) famosa marca di cibo spazzatura (giallo) in fondo alla Côte de la Cavalerie, a Millau. Ma per il suo secondo lungometraggio, cinque anni dopo il suo eccellente film di prova An Intimate Conviction sul caso Suzanne Viguier (Olivier Gourmet interpretava l’allora star del bar Dupond-Moretti), il regista Antoine Raimbault lo preferì deputato europeo, a Bruxelles , nel 2012: Una questione di principio è l’adattamento della storia del pensionato di Montredon, Hold-up in Bruxelles, le lobby nel cuore dell’Europa (ed. La Découverte, 2015), scritta in collaborazione con Gilles Luneau, che racconta il “Dalligate”, i suoi labirintici arcani, i suoi sviluppi cospirativi.
Così John Dalli, commissario europeo alla Salute, nella lotta al fumo, viene licenziato con fragili (se possiamo dire) pretesti. Nell’agitazione che allora scosse Bruxelles e Strasburgo, il nostro bouffard eurodeputato, che con lui non aveva affinità ideologiche ma di principio, fece quello che gli piaceva fare: dissentire, ragionare e sfatare. Con l’aiuto di Fabrice, il suo zelante assistente parlamentare (Thomas VDB, davvero straordinario), e di Clémence, la sua stagista idealista (Céleste Brunnquell, meravigliosa, come sempre), José Bové (Bouli Lanners, carismatico e sobrio) decide di indagare su questo licenziamento, il che è tanto improvviso quanto ingiustificato. Così facendo, scoprirà un gigantesco caso di corruzione e spaccio di influenza che coinvolge le lobby del tabacco. Uno scandalo la cui portata si fa sentire ancora oggi poiché dieci giorni fa, nel corso del suo processo d’appello sulla vicenda, l’ex direttore dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) finì accusando José Manuel Barroso, ex presidente della Commissione europea, di aver quindi non è più al sicuro da procedimenti giudiziari!
Se non ha la potenza grafica e l’intensità tragica di Revelations di Michael Mann, An Affair of Principle è comunque un’ottima sorpresa nel genere sempre complicato, poiché intrinsecamente loquace e statico, del “thriller da ufficio”. Ben aiutato dai suoi attori che infondono umanità, fantasia e spirito ai loro personaggi, Antoine Raimbault si preoccupa di dare energia alla sua storia, portata avanti senza tempi morti e qualche simpatico passo laterale, e di renderla costantemente comprensibile e interessante, nonostante la complicazione (tutte europei).
Alla fine, non solo il suo film ci illumina sul funzionamento e sull’utilità della democrazia europea, ma mostra anche con l’esempio baffuto, e senza eccessi agiografici, che un altro mondo politico è possibile.
J.Be.

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