[Lecture] Non amputamo il cuore: la partita di Matthieu Lartot contro il cancro – Face Face

[Lecture] Non amputamo il cuore: la partita di Matthieu Lartot contro il cancro – Face Face
[Lecture] Non amputamo il cuore: la partita di Matthieu Lartot contro il cancro – Face Face
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Un anno dopo l’annuncio della sua recidiva di cancro al ginocchio e della sua amputazione, Matthieu Lartot pubblica un libro che racconta la sua battaglia contro la malattia. Diventato giornalista sportivo dopo aver visto svanire i suoi sogni di sport di alto livello, ricorda i ventisei anni in cui ha vissuto al confine tra il mondo dei normodotati e quello dei disabili. Una testimonianza forte del suo percorso che gli ha aperto gli occhi su certe disuguaglianze.

“Non ho mostrato coraggio ma possibilmente determinazione, quella determinazione che consiste nel non affondare mai e guardare avanti, con la mente rivolta all’uscita del tunnel. » La citazione è nell’immagine di colui che racconta la sua storia in questo libro testimonianza. Matthieu Lartot racconta così con modestia come convive con il sarcoma sinoviale dall’età di 17 anni. Un cancro al ginocchio raro ma molto aggressivo e le sue conseguenze.

Fatti tagliare quella maledetta gamba!

Spiega anche come, nella primavera del 2023, questo cancro abbia nuovamente interferito nella sua vita e lo abbia portato a prendere una decisione necessaria: farsi amputare la gamba destra. Proprio lui con cui Matthieu Lartot ha dovuto condividere la sua esistenza, nel bene… e soprattutto nel male.

Tra i passaggi notevoli del libro, il racconto del suo incontro con il giornalista sportivo Patrick Knaff. Amputato di una gamba dall’età di 14 anni, si muove con una protesi di legno. “Fisicamente disabile, Knaff è un uomo più libero rispetto alla stragrande maggioranza delle persone normodotate. » Non smetterà mai di dirle: “Semplificati la vita e tagliati quella fottuta gamba!” » Nel prendere la sua decisione, Matthieu Lartot avrà un pensiero per chi lo ha aiutato lungo il percorso.

Una graduale accettazione della disabilità

Nell’ultimo capitolo del libro, il giornalista racconta anche la sua progressiva accettazione della sua disabilità. “Per un quarto di secolo vivrò chiuso in questa realtà parallela, in questo continente nascosto sul confine di due mondi costituiti dai normodotati e dai PMR: quello dei quasi normodotati o dei quasi fisicamente disabili . Una terra di nessuno dove non esiste la mano tesa; dove nessuno immagina che un semplice gradino sia una montagna da scalare; dove durante una serata tra amici si muore mentre il tavolo si deforma. »

Come ci ha raccontato in un’intervista (leggere sotto), questa amputazione è stata una liberazione. E una porta verso la consapevolezza del danno subito dalle persone con disabilità. Disuguaglianze nell’accesso alle migliori protesi, lentezza amministrativa nella pratica di riconoscimento della disabilità, mancata accessibilità ai trasporti pubblici… Il giornalista vuole mettersi in gioco. E, dopo quella contro il cancro, intraprendi un’altra lotta. Certamente possiamo contare sulla sua determinazione.

Non amputamo il cuore, Matthieu Lartot, ed. Robert Laffont, 192 pag., 19€.

Leggi anche la nostra intervista pubblicata il 24 novembre 2023

Matthieu Lartot, giornalista sportivo di France Télévisions: “Amputazione? Una liberazione”

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