Monna Lisa: il paesaggio di sfondo definitivamente individuato?

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Monna Lisa ha appena rivelato uno dei suoi segreti? Sabato 11 maggio, il quotidiano britannico Il guardiano trasmesso a scoperta della geologa Ann Pizzorusso. Quest’ultima afferma di essere riuscita a identificare il paesaggio dipinto da Leonardo da Vinci sullo sfondo della Gioconda, al quale lavorò dal 1503 al 1519: secondo lei si tratterebbe del dintorni della graziosa cittadina lombarda di Leccosituato sulle rive del Lago di Como nel nord Italia.

Un sentiero tortuoso, un ponte, un lago, montagne e aspre formazioni rocciose immerse in un’atmosfera misteriosa sfumato…Da secoli (e come tutto ciò che riguarda il quadro più famoso del mondo), il paesaggio dietro questa donna dal sorriso enigmatico è oggetto di numerosi dibattiti, inchieste e speculazioni più o meno inverosimili. Se alcuni esplorato la natura italiana per anni per trovare la risposta, armati di telecamere, droni e strumenti di misurazione, altri ribattono che è inutile cercare di identificare con precisione questo decoro, visto che Leonardo dipingerebbe paesaggi immaginaricomposto daelementi disparati tratti dalla realtà.

Un paesaggio che riunisce tutti gli elementi di quello del dipinto di Leonardo

Tuttavia, secondo Ann Pizzorusso, chi lo è sia geologo che specialista del Rinascimento italiano (un connubio originale che gli ha permesso di pubblicare tre opere, di cui due premiate, che trattano Leonardo da Vinci attraverso la lente della geologia), diversi elementi coordinati permetterebbe di localizzare esattamente questo paesaggio: secondo lei, il ponte corrisponderebbe al Ponte Azzone Visconticostruito nel 14e secolo per collegare Lecco e Malgrate, mentre la catena montuosa somiglierebbe in tutto e per tutto a quella Alpi sud-occidentali che domina questa regione e lo specchio d’acqua, Lago di Garlatevicino a Lecco.

Il ponte Azzone Visconti a Lecco

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© Gianluca Cinnante / Alamy / Hemis

Il ricercatore sottolinea che in Italia sono numerosi i ponti ad arco in pietra della stessa tipologia di quello dipinto da Leonardo. Per anni, i ricercatori lo hanno talvolta identificato come il Ponte Gobbo a Bobbioin Emilia-Romagna, a volte come il Ponte Buriano, vicino a Laterina, in provincia di Arezzo, a sud di Firenze. Nel 2023, il ricercatore italiano Silvano Vinceti ha realizzato il ronzio affermando che era il Ponte Romitoanch’esso situato nei pressi di Laterina, 413 chilometri a sud di Lecco…

Ancora un’altra pseudo-scoperta o una grande rivelazione?

I taccuini di Leonardo confermano che l’artista “trascorse molto tempo esplorando questa regione”.

Per dimostrare la sua teoria, Ann Pizzorusso si è concentrata principalmente su lo studio preciso dei rilievicon l’aiuto di nuove tecnologie di mappaturae sull’analisi delle rocce. Lei lo sottolinea, ad esempio Le rocce lecchesi sono calcaree, e che quelli in tabella sono appunto di colore grigio-bianco. Per lei Lecco sembra soddisfare tutte le esigenze, a differenza di Bobbio e Laterina, che non hanno un lago. Inoltre, i taccuini di Leonardo confermano che l’artista “trascorse molto tempo esplorando questa regione”.

Vista panoramica sul Lago di Garlate

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© Panther Media GmbH / Alamy / Hemis

Anna Pizzorusso, chi presentò la prova della sua scoperta l’11 e 12 maggio, durante un convegno di geologia a Lecco, si disse “euforico”. «Data la sua perfetta conoscenza della geologia del Paese italiano», la ricercatrice ha senza dubbio «ragione», sostiene lo storico dell’arte Jacques Franck, specialista di Leonardo ed ex consulente del Museo del Louvre. Tuttavia, si potrebbe mettere in dubbio il fatto Lecco dista 363 chilometri da Firenzedove viveva la donna raffigurata, Lisa del Giocondo. Ma Leonardo avrebbe potuto trasporre il paesaggio a scopo estetico. Quindi, si tratta dell’ennesima pseudo-scoperta o di una grande rivelazione? Una cosa è certa: Lecco dovrebbe presto attrarre nuovi turisti appassionati di pittura!

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