Ritenuta Iva: la DGI ricorda l’entrata in vigore delle disposizioni dal 1° luglio

Ritenuta Iva: la DGI ricorda l’entrata in vigore delle disposizioni dal 1° luglio
Ritenuta Iva: la DGI ricorda l’entrata in vigore delle disposizioni dal 1° luglio
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DGI. Credito: DR

La Direzione Generale delle Imposte (DGI) ricorda ai soggetti soggetti IVA che le operazioni effettuate a partire dal 1° luglio 2024 dovranno essere soggette a ritenuta IVA.

Al momento del pagamento delle fatture emesse a partire dal 1° luglio 2024, i clienti interessati dovranno effettuare la ritenuta d’acconto, indica la DGI in un comunicato stampa, sottolineando che l’importo della ritenuta d’acconto viene pagato online presso il servizio tele-Simpl-TVA sul portale Internet della DGI. .

La dichiarazione del fatturato deve essere accompagnata da un estratto dettagliato della ritenuta alla fonte, informa la DGI, aggiungendo che le specifiche relative alla ritenuta alla fonte e il rendiconto dettagliato di tale ritenuta possono essere scaricati dal menu di destra del sito il teleservizio Simpl-TVA sul portale Internet DGI.

Pertanto, i soggetti passivi IVA, che si riforniscono presso fornitori di beni strumentali e di lavori, sono tenuti a trattenere alla fonte l’importo complessivo dell’IVA dovuta per le operazioni imponibili effettuate con detti fornitori, quando questi ultimi non le presentano con un certificato rilasciato dall’Amministrazione fiscale, risalente a meno di sei (6) mesi fa, che giustifica la loro regolarità fiscale rispetto agli obblighi di dichiarazione e pagamento di tasse, imposte e tributi previsti dalla CGI, precisa la DGI.

In caso di realizzazione di progetti di costruzione, le imprese di costruzione che si riforniscono da fornitori in particolare di cemento, sabbia, calcestruzzo, ferro, impianti idraulici, energia elettrica, condizionamento, ecc., devono garantire la regolarità fiscale di detti fornitori, chiedendo loro presentare il certificato di regolarità fiscale, quando si tratta di operazioni di acquisizione effettuate nell’ambito dell’esecuzione di operazioni lavorative.

In mancanza di ciò, dette società sono tenute a effettuare la ritenuta d’imposta conformemente alle disposizioni dell’articolo 117-IV del CGI. In questo caso consegnano al proprio fornitore, a seguito della sua richiesta, un documento attestante l’avvenuta ritenuta d’acconto.

E si precisa che non sono tenuti ad effettuare tale ritenuta d’acconto, lo Stato, gli enti locali nonché gli enti pubblici e gli altri soggetti giuridici di diritto pubblico aventi l’obbligo di applicare la normativa relativa ai mercati pubblici.

Le persone giuridiche e fisiche, il cui reddito è determinato in base al risultato netto effettivo o al regime semplificato del risultato netto, che pagano un compenso per la prestazione di servizi ai contribuenti che hanno presentato il certificato che giustifica la loro regolarità fiscale ai sensi degli obblighi di dichiarazione e pagamento delle imposte, dazi e prelievi previsti dal Codice Generale delle Imposte (CGI), sono tenuti a trattenere alla fonte fino al 75% dell’importo dell’IVA, per le operazioni di prestazione di servizi di cui all’articolo 89-I (5°, 10° e 12° ) del CGI figurante nell’elenco B allegato al decreto n. 2-06-574 adottato per l’applicazione dell’IVA.

In assenza di presentazione dell’attestato di regolarità disponibile on line presso il teleservizio Simpl-Attestati sul Portale Internet DGI, la ritenuta è effettuata nella misura del 100% dell’importo IVA.

Inoltre, la ritenuta d’acconto è effettuata in ogni caso, fino al 75% dell’importo IVA, dallo Stato, dagli enti locali e dagli enti e società pubbliche e loro controllate nonché dagli altri enti pubblici che versano compensi ai soggetti tenuti a prestare servizi. di cui all’articolo 89-I (5°, 10° e 12°) del CGI figurante nell’elenco A allegato al citato decreto n.

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