15 milioni di euro per mappare la rete a banda larga in 11 Paesi africani

15 milioni di euro per mappare la rete a banda larga in 11 Paesi africani
15 milioni di euro per mappare la rete a banda larga in 11 Paesi africani
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Sebbene meno di un terzo degli africani abbia accesso alla banda larga, l’adozione delle reti a banda larga rimane iniqua, con la connettività spesso costosa o inaffidabile in tutto il continente. Sono in corso iniziative per porre rimedio a questa situazione.

L’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) ha annunciato, in un comunicato stampa di giovedì 4 luglio, il lancio del progetto Africa Broadband Maps a margine del Simposio globale per i regolatori 2024 dell’ITU, tenutosi a Kampala, in Uganda.

Questo progetto di mappatura a banda larga, sostenuto dalla Commissione Europea, mira a creare sistemi di mappatura per incoraggiare gli investimenti e la trasformazione digitale in Africa. Con un budget di 15 milioni di euro in quattro anni, il progetto beneficerà inizialmente 11 paesi: Benin, Botswana, Burundi, Costa d’Avorio, Etiopia, Kenya, Malawi, Nigeria, Uganda, Zambia e Zimbabwe.

L’iniziativa, guidata dall’ITU Telecommunication Development Bureau (ITU BDT), fa parte degli sforzi dell’organizzazione per migliorare la connettività digitale in un continente in cui l’accesso a Internet rimane limitato in diverse regioni.

Secondo il rapporto “Connecting Africa through Broadband” pubblicato nel 2019 dalla Broadband Commission, si stima che sarà necessario investire 100 miliardi di dollari in dieci anni per coprire l’intero territorio africano con la banda larga. L’80% di questo importo è destinato alla realizzazione e al mantenimento delle reti, il 17,5% allo sviluppo delle competenze digitali locali e circa il 2% allo sviluppo di un quadro normativo adeguato.

Si prevede che questo progetto identifichi le aree con una copertura della banda larga insufficiente o con velocità Internet inferiori agli standard. I risultati consentiranno ai politici di allocare le risorse in modo efficiente, garantendo che gli investimenti nell’espansione delle infrastrutture siano efficienti ed equi.

Samira Njoya

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