Gli indici azionari si fermano dopo i massimi storici

Gli indici azionari si fermano dopo i massimi storici
Gli indici azionari si fermano dopo i massimi storici
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Parigi (awp/afp) – Gli indici delle Borse riprendono fiato giovedì dopo i nuovi record raggiunti il ​​giorno prima in Europa e a Wall Street, sollevati dal rallentamento dell’inflazione negli Stati Uniti.

In Europa, i mercati azionari di Parigi (-0,42%), Londra (-0,05%) e Francoforte (-0,22%) sono scesi intorno alle 11:35 GMT. Il Milan guadagna lo 0,27%.

A Wall Street, i tre principali indici della Borsa di New York si avviano verso un’apertura leggermente al rialzo secondo i loro contratti futures, che oscillano tra +0,08% e +0,12%.

I mercati stanno prendendo una pausa dopo aver festeggiato il giorno prima dell’inflazione (CPI), che ha rallentato leggermente negli Stati Uniti ad aprile, dando loro fiducia nei futuri tagli dei tassi da parte della banca centrale americana (Fed).

Secondo l’indice CPI pubblicato dal Dipartimento del Lavoro, la crescita dei prezzi è rallentata ad aprile per la prima volta da gennaio, al 3,4% su base annua rispetto al 3,5% di marzo.

“Le aspettative di tagli dei tassi nel 2024 si sono rafforzate con un mercato che ora vede due tagli per la Fed e tre per la Banca Centrale Europea”, riferiscono gli analisti di Natixis.

Dopo le pubblicazioni macroeconomiche del giorno prima, il mercato attende giovedì “con impazienza” i discorsi di “tre banchieri centrali americani”, commenta Andreas Lipkow, analista indipendente.

Sul mercato obbligazionario, i tassi sovrani si stanno stabilizzando dopo il netto allentamento di mercoledì.

Siemens in declino

Il gruppo industriale tedesco Siemens ha annunciato giovedì la vendita della sua controllata Innomotics, specializzata nella produzione di motori e azionamenti di grandi dimensioni, per 3,5 miliardi di euro al fondo americano KPS.

Il gruppo ha inoltre indicato di aver subito un calo dell’utile netto nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2023/2024, a causa di un effetto contabile ma anche di un calo delle vendite, in particolare nelle attività digitali.

Siemens ha perso il 4,64% a Francoforte.

L’Eni ha venduto

Il Ministero italiano dell’Economia ha annunciato mercoledì di aver collocato sui mercati per un importo di 1,4 miliardi di euro una quota del 2,8% del capitale del colosso degli idrocarburi Eni, nell’ambito del suo piano di privatizzazione. A Milano la sua azione è scesa del 2,13%.

Swiss Re in crescita

Il colosso svizzero della riassicurazione Swiss Re (+3,91% a Zurigo) ha annunciato un utile netto migliore del previsto per il primo trimestre, pari a quasi 1,1 miliardi di dollari, e ha confermato le sue previsioni per l’intero 2024.

Saggio punito

L’editore britannico di software aziendale Sage ha perso circa il 10% a Londra, punito dagli investitori nonostante un utile semestrale in crescita di oltre il 50% e un aumento del fatturato, a causa di previsioni considerate deludenti.

BT drogato

Il gruppo britannico di telecomunicazioni BT ha registrato un utile netto annuo più che dimezzato, ma l’aumento del dividendo e un piano di risparmio hanno fatto schizzare il titolo a Londra del 14,45%.

Petrolio e dollaro stabili

I prezzi del petrolio erano in equilibrio intorno alle 11:30 GMT, con un barile di Brent che valeva 82,73 dollari (-0,02%) e un barile di WTI americano che valeva 78,63 dollari (+0,00%).

Sul mercato dei cambi, il dollaro si è apprezzato dello 0,15% contro l’euro, a 1,0868 dollari per euro, dopo essere caduto il giorno prima.

Lo yen è sceso leggermente dello 0,06% rispetto alla valuta americana a 154,79 yen per dollaro.

Bitcoin ha guadagnato lo 0,29% a 66.175 dollari.

afp/al

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