l’intelligenza artificiale dell’amministrazione fiscale è in difficoltà

l’intelligenza artificiale dell’amministrazione fiscale è in difficoltà
l’intelligenza artificiale dell’amministrazione fiscale è in difficoltà
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L’intelligenza artificiale utilizzata dai servizi fiscali per individuare i pool non dichiarati dalle immagini satellitari ha un tasso di errore elevato, pari a circa il 30%.

L’intelligenza artificiale (AI) viene ora utilizzata nella lotta contro la frode fiscale, in particolare per identificare le piscine non dichiarate. Se l’obiettivo è lodevole, il sistema ha dei limiti. La CGT Finanze publique denuncia un tasso di errore del 30% nelle rilevazioni.

Rilevamento di piscine non dichiarate: l’intelligenza artificiale inciampa nelle sfumature

Come funziona questo dispositivo? Un algoritmo analizza il immagini satellitari identificare specchi d’acqua con tonalità caratteristiche. Un metodo a priori infallibile, ma che inciampa su dettagli insospettabili. L’IA si lascerebbe così scemo da elementi innocui come parcheggi per persone a mobilità ridotta o teloni utilizzati in agricoltura.

Quel che è peggio, l’intelligenza artificiale avrebbe difficoltà a distinguere tra piscine tassabili, costruite in modo sostenibile, e strutture smontabili, esenti da tasse. Al contrario, alcuni bacini colori troppo spenti per essere rilevati passerebbe sotto il radar. Risultato: migliaia di solleciti fiscali discutibili emessi ogni anno.

Un’ondata di denunce

Con quasi 30.000 file contestati secondo il sindacato CGT delle finanze pubbliche, il dipartimento delle imposte è sommerso da denunce legate agli errori dell’IA. Ai contribuenti diFornire la prova che il sistema ha valutato erroneamente il loro caso, un esercizio noioso. Peggio ancora, alcuni temono che le lettere di reclamo lasciate senza risposta dopo sei mesi siano semplicemente classificato senza ulteriori azioni dal fisco…

Se il primo ministro Gabriel Attal vuole accelerare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale nelle amministrazioni, si alza la voce più vigilanza. In attesa dello sviluppo di strumenti più efficaci, la confusione rischia di continuare, con grande sgomento delle finanze pubbliche… e dei proprietari di piscine!

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